6 ORE PASTRENGO TRAIL

SABRINASabato 03 Febbraio 2018 - ore 11:00 - Pastrengo (VR) - Sabrina ci racconta la sua prima e indiscutibilmente durissima esperienza nelle ultramarathon, in questo caso pure trail, con un D+250/300 mt a giro su un percorso tutt'altro che semplice, alcune foto parlano da sole. (ndr)

Il report

Con l’idea di fare un lungo trail, mi iscrivo alle 6ore di Pastrengo. Premetto che non ho mai corso una 6 (SEI) ore neppure su asfalto, figuriamoci una 6 ore TRAIL e francamente so di non essere preparata, pero’ da qualche parte bisognera’ pure inziare, no?  E trovo qualcosa di rassicurante in questa  gara su circuito chiuso con un percorso breve da ripetere piu’ volte, penso che male che vada ogni 6.5 km avro’ la possibilita’ di fermarmi.

Venerdi’, mi prendo un giorno di ferie... ritiro spirituale e un po’ di relax, niente corsa… e’ la vigilia e man mano che il momento si avvicina la preoccupazione aumenta. Preparo lo zainetto con un cambio in piu’ che potrebbe servirmi durante la gara (questi giorni sono stati piovosi... chissa’ quanti scivoloni faro’) e la cintura da trail per il pettorale, comprata per l’occasione su consiglio di Federico che se non fosse stato per l’influenza mi avrebbe fatto forse compagnia. Su suo consiglio preparo anche il kit dei miei rifornimenti personali, meglio non affidarsi al caso almeno in questo.

Sabato mattina intorno alle 7.30, con un cielo grigio che non promette nulla di buono,  parto. Breve sosta in autostrada per la colazione (ricotta, pane e miele e mandorle) che mi sono portata da casa e arrivo a Pastrengo poco prima delle 10.00. Fa freddo, ci sono 4 gradi e la temperatura non accennera’ a salire durante la giornata.

Il posto e’ davvero bello ma il contesto lascia trapelare la “durezza” di cio’ che ci aspetta… solo 3 bagni e chimici, deposito borse/spogliatoi unici per uomini e donne, in locali in pietra non riscaldati, docce… ad 1.5km di distanza. Ritiro pacco gara e pettorale e dopo un breve briefing… si parte, via con il primo giro! Allo start 224 atleti per la 6 ore individuale  e 50 per la staffetta (team duo).

Il primo sara’ un giro di ricognizione. La gara e’ da subito molto suggestiva, si sviluppa all'interno e sulle pendici del forte Defengeld. Il percorso è di circa 6.5 km  (ad eccezione del primo giro leggermente piu’ lungo), con un dislivello di 270 metri ed e' composto da circa 300 mt di asfalto, 1.5 km di strada sterrata per lo piu’ dissestata e oltre 4 km di sentiero single track tra bosco, sottobosco, prati e campi.  Un alternarsi di situazioni e paesaggi molto vari e molto belli ma decisamente molto tosti. Finisco il primo giro in 1h05’ con polpacci e quadricipiti indolenziti dopo avere camminato piu’ del previsto e corso meno del previsto a causa delle pendenze.

Intuisco che la maggioranza dei runners e’ molto piu’ preparata di me e che il percorso e’ molto piu’ impegnativo di quanto mi aspettassi, d’altronde gli organizzatori non hanno pubblicato la traccia gps percio’ non era possibile farsi un’idea piu’ di tanto precisa. Ma ormai sono qui… quindi ridimensiono le mie aspettative e vado avanti, parto per il secondo giro sperando di chiuderne 5 in tutto.

Il secondo giro va un po’ meglio o almeno mi sembra… non c’e’ piu’ l’affollamento della partenza e inizio a prendere confidenza con il percorso; chiudo ancora in in 1h05’ contenta di non avere peggiorato e con sensazioni migliori... i quadricipiti mi fanno ancora male ma almeno I polpacci si sono ripresi. Parto per il terzo giro… dove inizio a rallentare.

Ci sono tre salite oltre ai vari strappettini nel bosco, una in particolare (quella “degli ulivi”) molto dura verso il km 5, con 100mt D+ tutti d'un fiato… ripida e negli ultimi tratti un po’ scivolosa, in alcuni punti mi aiuto con le mani, sempre piu’ giro dopo giro. In cima ci aspettano alcuni volontari con un ristoro abusivo a base di birra che sembra un miraggio! A onor del vero lungo il percorso ci sono altri due “ristori abusivi”, uno a base di vin brule’ e uno caratterizzato dall’attraversamento cani… due pastori tedeschi che continuano ad attraversare il percoso tagliandoci simpaticamente la strada , per movimentare un po’ la giornata (!!!)

Forse ancora piu’ dure le discese… da fare subito dopo le salite, per lo piu’ su single track, un sentiero veramente stretto che rendeva difficoltosi i sorpassi; piu’ volte ho ceduto il passo “attaccandomi” a qualche pianta. In particolare sono rimasta colpita ma sarebbe meglio dire graffiata… dalla “pungitopaia” un tratto in discesa costeggiato da pungitopi dove le alternative sono… buttarsi oppure aiutarsi aggrappandosi ai rami e … graffiarsi.

Prima di partire per il quarto giro… dopo la tappa al ristoro (fatta ad ogni giro) mi sono fermata al deposito borse e ho indossato gli scalda braccia. Non ho freddo ma mi salveranno dalla pungitopaia o almeno spero. Il pezzo che ho maledetto di piu’ resta comunque una parete di pochi metri di terra (3 mentri forse) da… scalare, perche’ un sentiero non c’era… situato poco prima dell’arrivo, per la precisione tra il parcheggio e il forte.

Termino il quarto giro, ormai ho perso la concezione del tempo e piu’ che correre cammino ma mi viene spontaneo riparire… dopo circa 1km pero’ mi rendo conto che sta facendo buio e non farei in tempo a completare il Quinto giro. Mi fermo con 28km in 5h23’.

Stanca? sembrerebbe non cosi’ tanto visto che stavo per iniziare un altro giro… ma posso dire di non avere mai fatto tanta fatica per correre cosi’ pochi km .

Soddisfatta? ci sto ancora riflettendo… pensavo di chiudere con qualche km in piu’ ma sono stata sulle gambe per 5h23’ e questo e’ comunque un risultato per me che  in precedenza non avevo mai superato le 4h . Di certo e’ stata una bella esperienza e un punto di partenza…

Sabrina C.

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