MA CHI TE LO FA FARE

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

La domanda è spesso la stessa: “ma chi te lo fa fare?” …e come te lo spiego? Come prendere un sentimento, un’emozione, una passione e rappresentarli in modo organico e razionale… rendendo tutto comprensibile ed a prova di ragionamento? Non si può.

Prendi ad esempio IL PASSATORE: partire con la luce abbagliante del sole cocente, godersi il verde delle colline Toscane, il tramonto risalendo l’Appennino, il freddo della Colla, il buio della notte lungo la discesa e l’alba che avanza rischiarando lentamente la strada vs Faenza con il nero che diventa blu e poi, tutte le gradazioni dei colori che portano progressivamente il cielo verso l’azzurro del nuovo giorno. 100 chilometri che scorrono lentamente ma, tagliato il traguardo, ti sembra di essere appena partito… l’emozione e la gioia ti inondano con la violenza dell’acqua che scende tumultuosa dopo il crollo di una diga..

O vogliamo parlare di un trail… salite, discese, sentieri, valli, paesaggi mozzafiato, il rumore dei torrenti ed il canto degli uccelli… la natura, che sembra lì per accompagnarti verso il traguardo, non ti chiede di essere veloce… ti chiede di esserci… di andare… di farti unica entità con lei.

Mi devi credere sulla fiducia. Correre una ultra è qualcosa che va oltre il concetto di gara… è un’esperienza. Arrivi alle ultra facendo tutta la trafila… parti da 5k, poi raddoppi e raddoppi nuovamente (e sei alla mezza), un altro raddoppio e sei in maratona… ma non ti basta, ti accorgi che quello che una volta era l’obiettivo adesso ti sta stretto… senti il bisogno di andare oltre, di disegnare nuovi limiti ed inseguire nuovi orizzonti, il fuoco della passione ti spinge a vedere oltre le barriere del tuo corpo… nasce la voglia di provarci. Nulla si improvvisa ma niente è impossibile…
Oltre la maratona smetti di pensare al ritmo… entri in una nuova dimensione, resta importante l’allenamento fisico ma aumenta l’importanza della mente perchè il corpo alla fine cede… se non ci credi, se non vuoi lottare, se non butti il cuore oltre l’ostacolo allora è finita ... ma devi restare razionale perché devi anche essere capace di dire STOP.
Certo, non ho un gran curriculum, non sono un ultra-maratoneta con decine di competizioni alle spalle ma questo è lo spirito che percepisco, e mi pervade con tale intensità che nemmeno è importante appuntarsi un pettorale… basta uscire e andare… e magari finire a farsi 200k in 7 giorni o ore in giro per le Prealpi.
E non ci crederai, mai avrei pensato di arrivare a certe distanze, quindi non desistere, non pensare alla ultra come un obiettivo impossibile… se ci sono arrivato io ce la puoi fare anche tu… un passo alla volta con convinzione e costanza…. ti aspetto là dove, prima ancora del tempo cronometrico, è importante esserci per la gioia di scoprire cosa c’è oltre.

Marcello B. detto "Il Barla"

UA-44686231-1