VALTELLINA WINE TRAIL

IMG 4895

 

 

Sondrio - Sabato 10 Novembre 2018 - ore 11:00 - Finalmente la grande giornata è arrivata, mesi di allenamenti e salite di ogni tipo... per affrontare le ripide salite tra i migliori vigneti Valtellinesi. Il meteo sembra darci una mano, uno sprazzo di sole e soprattutto non piove, almento partiamo asciutti. Ritrovo in perfetto Libertas' Style (...a parte una macchia arancione) per la foto di gruppo davanti alla stazione, poco prima di salire sul treno che ci porterà alle rispettive località di partenza, a Chiuro per la 21 e poi a Tirano per la 42 Km. In treno qualcuno mangia l'ultimo panino con la brisaola... in tempo per le due partenze in contemporanea fissate per le 14:00...

...Arrivati a Tirano, noi della 42km... seguiamo i quasi 700 ultratrail runners fino alla piazza Cavour, bellissima piazza circondata dalle case d'epoca e sullo sfondo le montagne con le vette già imbiancate dalla prima neve. Ore 14:00 si parte, giusto 2 km di piattume, poi si inizia subito decisi con una bella salitona che termina con ripide scale... tutti in fila con alle spalle un panorama stupendo della valle... i panorami ritorneranno spesso lungo il percorso, attraversando vigneti, antichi borghi di montagna e cantine di vini rinnomanti. Alle 17:30 circa la luce inizia a calare e nel giro di pochi minuti ci troviamo al buio... e lo spettacolo quello vero ha finalmente inizio... a valle le luci di strade e case, in mezzo le fiocche luci tremolanti dei runners, in alto il buio delle montagne e dei boschi. Purtroppo però inizia pure a piovere e a tratti il percorso è scivoloso con tratti di vigneti esposti dove è meglio rallentare e fare attenzione, una caduta potrebbe essere fatale... tuttavia il fascino di correre al buio la sera e anche la notte è sempre un esperianza mistica. I ristori super forniti in lontananza sembrano tanti piccoli presepi, dove tante persone collaborano per rendere migliore il rifornimento idrico ed energetico ai vari runners ormai giunti quasi alla fine delle forze... e nel penultimo ristoro mangio pure una bella cucchiata del mitico "taroz", un mix caldo di purea di patate, fagioli e fagiolini conditi con il tradizionale burro e formaggio valtellinese... una vera bomba energetica che mi permette di arrivare (...oltre ai vari gel assunti con cadenza oraria) in perfetta forma, con un bel allungo finale, al traguardo finale in Piazza Garibaldi a Sondrio, in mezzo a tanta bella gente che applaude e incita i vari ultratrail runner che via-via arrivano al tanto sognato traguardo sulla collinetta artificiale... dove possono salire solo i meravigliosi "finishers" di questa super bellissima competizione Valtellinese. Un abbraccio con il Bongio arrivato primo e Salvatore arrivato terzo del ns super gruppo. Che dire di più? Una bella doccia calda e poi ritrovo tutti assieme per i tanto ambitii pizzoccheri.

Federico B.

...

Quest’anno per il mio compleanno ho voluto regalarmi qualcosa di indimenticabile e quale miglior occasione se non correre la maratona della Valtellina. Giunta alla sesta edizione, questa maratona a differenza di tutte le altre che ho corso, si arrampica dall’inizio fino alla fine, per arrivare a 1800 metri di dislivello. Per me una vera sfida! Gara impegnativa, ma sicuramente una delle più belle. Salite e discese dure, ma mai troppo pericolose. Percorso costituito da tratti di sterrato, strada asfaltata, boschi e prati, offre ai runners un panorama sempre diverso e meraviglioso. Le foglie di colore rosso, arancione, verdastro formavano un tappeto di mille e più colori, che disegnavano viali favolosi. Davanti a noi non c’erano palazzi, ma bellissime montagne, alcune ancora innevate. Spettacolo di una corsa fra i colori accesi, tipico di un paesaggio autunnale, che mi trasmetteva dolcezza e un senso di benessere e libertà per la voglia di respirare quell’aria fresca e frizzante. Non più un tragitto di corsa ma un luogo di contemplazione, tutto mi trasmetteva quel senso di calma, tranquillità e di calore. A rendere ancora più emozionante il percorso era correre tra i vigneti fino ad addentrarci nelle cantine vitivinicole aperti ai concorrenti per l’occasione. Siamo partiti da Tirano alle ore 14, abbiamo avuto l’opportunità di godere nelle ore pomeridiane dei colori della natura, ma verso l’imbrunire molto suggestivo proseguire la gara accompagnati dall’illuminazione delle lampade frontali, illuminando il percorso su quegli scalini tipici di un terreno vinicolo fino all’incanto delle rovine del Castell Grumello a picco sul capoluogo Valtellinese, mi sembrava di essere immersa in un’atmosfera fiabesca. Dinnanzi a questa immagine le mie fatiche sono scomparse e non sentivo neanche più la pioggia, che mi ha accompagnato per gli ultimi chilometri, per poi terminare la corsa nella bellissima piazza Garibaldi a Sondrio accolta dai calorosi applausi del pubblico. Un grazie a tutti i 400 volontari pronti ad assistere i runners per qualsiasi esigenza, garantendo loro il miglior approvvigionamento con vari punti di ristoro ogni 3 chilometri.

Angela De S.

...

Alle 19:37 taglio finalmente il traguardo. Sfinito, con un piede gonfio e tumefatto, stravolto dall'influenza e dalla fatica; saluto rapidamente il buon Luciano e mi dirigo a passo svelto verso il mio zaino. Lo trovo in una pozzanghera ed impreco, mi copro alla bene meglio, accendo una sigaretta e piango dirigendomi verso la meritata doccia.
Provo a riavvolgere il nastro perchè tutto ha un gusto quasi surreale; giovedì ero in un picco di forma mai sperimentato da che corro; ultimo allenamento con Bongio a confermare le ottime sensazioni e poi, la stessa sera dopo aver cenato, mi trovo febbricitante con il raffreddore.  
A sole 36h dall'evento che preparo da 4 mesi sono ufficialmente influenzato. Mi tengo in piedi a grammate di paracetamolo e pseudeffedrina e mi presento alla partenza in uno stato che definirei comunque "buono". Dal buono al precario è un attimo; mi basta affrontare la prima salita (decisamente sotto ritmo) per avere già il sentore di come sarebbe andata... affanno, dolori muscolari e cuore in zona 4 da subito. Provo a recuperare ma nemmeno le discese mi danno un po' di sollievo. 
"Sarà durissima, siamo solo al km 5, devo essere bravo a gestirmi se voglio portarla a casa" pensavo circa questo mentre, scendendo da una piccola scalinata, metto il piede dove non dovrei e colpisco un sasso. Dolore intensissimo nel punto di impatto (la parte mediale esterna del piede sinistro), valanga di imprecazioni. Gelo nel gruppo di "folletti" che accoglievano chiunque all'ingresso della cantina (spero solo non siano quelli di Babbo Natale se no a sto giro è carbone al 100%). Vado oltre sperando che la botta passi, naturalmente la botta non passa.
Dal Km 8 al Km 28 è un vero calvario. Penso più volte al ritiro, ma non qui... almeno arrivo alla prossima curva... poi al prossimo ristoro, poi c'è un pezzetto di discesa... si va avanti. Provo più volte a reagire ma ad ogni reazione ottengo in risposta una resa fisica quasi disarmante.
Mi convinco che imprecare e combattere non ha senso... tanto oggi per me non ce n'è, nè gloria nè piacere di essere lì. Cambio strategia... Imprecare e rassegnarsi. Calo ancora un pelo il ritmo (già di per se calato rispetto alle aspettative), cala contestualmente anche la notte e sto meglio. Finalmente al buio, da cui voglio farmi coccolare ed in cui riesco a nascondermi, a non mostrare al mondo il mio disagio.
Discese, al buio, nel fango. Il mio sport preferito. Dal buio riemergo al Km 30 circa accompagnato dal mio umore. Sono addirittura disposto a mettermi in testa ad un gruppo di runner per tirarli in alcuni tratti tecnici. Il dolore al piede è acuto, non si è mai placato un istante, ma ormai mi importa più di nulla se non di arrivare in fondo nel minor tempo possibile. Il tempo di spiegare ad un runner che quella che stavamo attraversando era una nuvola e non della nebbia e sono al Castel Grumello (anche detto "Castello di Grumello"). Il tempo di spiegare ad un runner olandese che mancavano ancora 4km e ne mancavano già 2.
Vigna "del Marsetti", scalinata Ligari in discesa... ultime imprecazioni ed è traguardo. Decima Maratona (od Ultra) portata a casa. 30 minuti oltre il tempo che avrei voluto, superato da tutti i grandissimi "sciuscia nebbia" che son riuscito a portare in Valle. 
Sfinito, con un piede gonfio e tumefatto, stravolto dall'influenza e dalla fatica; saluto rapidamente il buon Luciano e mi dirigo a passo svelto verso il mio zaino. Lo trovo in una pozzanghera ed impreco, mi copro alla bene meglio, accendo una sigaretta e piango dirigendomi verso la meritata doccia. 
Provo a riavvolgere il nastro perchè tutto ha un gusto quasi surreale, come in un film di Bunuel, come in un loop.
 
Bade

UA-44686231-1