58° Monza Resegone

LIBERTAS c'èArengario di Monza - Sabato 23 Giugno 2018 - ore 21:00 - Finalemente ci siamo, dopo tanti allenamenti e tante salite, le 7 squadre Libertas sono pronte per questa bellissima e molto sentta maratona in salita... fin su alla mitica Capanna Monza sul Monte Resegone. Di seguito i Report dei nostri Fantastici Runners.

 

 

CLASSIFICA GENERALE 

IL REPORT DI TIZIANA

Un’avventura che raccoglie un susseguirsi di emozioni sin dal primo giorno che me l’hanno proposta e che durano ancora adesso dopo una settimana... emozioni che scorrono dalla testa ai piedi che mi hanno dato ancora più energia non mi ricordo neanche della fatica quella è l’ultima cosa che mi viene in mente solo pensieri e ricordi positivi come l'adrenalina della partenza, il cuore a mille per la paura di non farcela, l’abbraccio ed il calore delle persone che ci hanno accompagnato fino ad Erve, l’abbraccio con la strada ogni singolo km... è stato un mettersi in gioco e sono contenta che si avercela fatta perché ci ho messo il cuore e tantissima passione... devo essere onesta e ringraziate Stefania, Maurizio e Marcello che mi hanno dato questa possibilità un grazie immenso perché senza di loro ora sarei una persona meno ricca di quello che ora sono...

(f.to Tiziana Ferron)

IL REPORT DEL FEDE

Ragazzi che dire... quest'anno Super Terna Eccezionale: Il BarBonBa. Abbiamo fatto i primi 32 km precisi come tre metronomi, in fila indiana, con il compito di tirare la terna un chilometro ciascuno secondo il passo prestabilito (5'30"-5'40"), lavoro svolto alla perfezione. In 3 ore siamo alla macchina del Bongio parcheggiata il giorno prima a Calolziocorte dopo il ponte. Cambio magliette velocissimo e in 3h 05' siamo di nuovo di corsa per il tratto più difficile e duro che ci porterà in Capanna. Da qui in poi ci aiutiamo a vicenda per superare i momenti più difficili di questa dura e faticosa nottata. FInalmente con un Super Tempo impensato, arriviamo in Capanna in 4h56'... merito anche del nostro mitico "Apriprista Bade" che sprezzante del pericolo, ha superato un infinità di terne dal ponticello fino alla Capanna e... certamente anche merito di tutte le dure salite fatte nei mesi precedenti di allenamento.

Ma per me non finisce qui in Capanna la nottata... poco tempo per il cambio dei vestiti (fa freddo), un crostatina, tanta acqua e via di nuovo di corsa dalla Capanna fino a Calolziocorte... dove alle 05:30 del mattino davanti ad un alba fantastica in riva al lago... crollo esausto su una panchina... in attesa che i miei Super Amici mi possano recuperare... dopo aver corso 53 Km.

Anche l'ultimo Super-Lungo in previsione della mia prossima Ultra di Luglio 2018 è fatto... ma questa è un altra storia.

(f.to Federico Barigazzi)

IL REPORT DEL BADE

Quando leggevo di questa gara, prima di averla corsa per la prima volta nel '15, erano sempre o quasi racconti di come fosse la gara perfetta per cementare rapporti umani. Ho sempre creduto fossero esagerazioni frutto (magari) di prosatori troppo romantici per i miei standard.

La squadra

La squadra è il centro di tutto, impensabile correre la MoRe con persone quanto meno affini al tuo modo di correre (ma anche di pensare la corsa). La squadra non può essere sbagliata, se no fai la fine di quelle terne che le difficoltà di uno sono lo stimolo per gli altri ad infierire. Se ad Erve io ed il Fede avessimo infierito vessando il Bongio perchè per una congestione si è dovuto fermare a vomitare anche l'anima; non solo non l'avremmo chiusa... ma a mio modo di vedere avremmo anche meritato di non chiuderla. Purtroppo, alla faccia della solidarietà, sono scene che ho visto in entrambe le occasioni in cui l'ho corsa. Io ed il Bongiolatti ci conosciamo da quei 25 anni che non ci può essere nessun problema, sul Fede zero dubbi in partenza e super conferme al traguardo, Fede sei stato il compagno perfetto per questo viaggio. Un atleta pazzesco, mai domo, sempre sul pezzo, sempre pronto ad aiutare, ma anche umile, resiliente pronto a farsi aiutare. Spero e credo di essere stato alla tua altezza.

Le squadre

Grandi sorprese. Sarà che alla soglia dei 40 sto diventando un po' romantico? Bhà... il fatto è che eravamo 20 Atleti Libertas, molti noti e già apprezzati magari senza una vera conoscenza, altri noti ma senza nessuna particolare opinione in merito, altri ancora noti solo di nome... 3 completamente sconociuti. Alla fine del viaggio, con le endorfine ben depositate, posso garantire di sentirmi umanamente arricchito. 

  • Fabio (cemento già da Reggio Emilia)
  • Matteo (quasi un compaesano)
  • Antonello (grande, saranno sfide interminabili in cui per lo più verrò sverniciato, ma TVB lo stesso!)
  • Miriam (prenotata per terzetto misto... quando sarà!)
  • Barla (top, essendo vecchio compare di MoRe vale il discorso fatto sopra)
  • Faustini (one of my personal idol)
  • Mick (gran personaggio, finalmente abbiamo fatto due chiacchiere un po' più "spesse")
  • Stefy, Pier, Giò (solo conferme da voi, come sempre)
  • Angela (gran bella sorpresa!)
  • Pino, Tiziana, Fabrizio (non vi conoscevo, altre piacevolissime sorprese)
  • Pressutti - Iacop - Pressutti (si... ho fatto due chiacchiere anche con loro... e mi son piaciuti!)
Il tempo

Il tempo finale conta. Conta molto, se no non avrebbe nemmeno senso iscriversi ad una Società Sportiva... basterebbe partire da solo o con due amici la domenica e fare lo stesso percorso. Ognuno con le sue possibilità, col suo passo coi suoi obiettivi e/o sogni ma l'importante non è arrivare alla Capanna... l'importante è farlo nel minor tempo possibile. 

Ci accordiamo per un minimo sindacale da 5h15' certamente nelle nostre corde, ma conservativo al punto giusto per considerare imprevisti vari. La gara va bene, benissimo eccezion fatta per quei 4 minuti di congestione del compare Enrico, chiudiamo a 4h56' a soli due minuti (scarsi) dal favoritissimo trio Anto-Fabio-Matteo, e facendo segnare il 70esimo posto generale (primi Libertas) nel tratto Erve-Capanna Monza. Siamo stati capaci di spostare "in dietro" il nostro obiettivo di una ventina di minuti, l'abbiamo fatto durante il percorso, perseguendo le dannate "4 ore e..." con l'anima, il cuore, le gambe, lo stomaco.

Pensieri casuali
  1. I fratelli Dalton quando era il Bongio a tirare
  2. Il commento del Fede quando alla macchina la sciura ci chiedeva indicazioni stradali
  3. Il Bade che non c'è più "E' sull'orlo del precipizio che l'equilibrio è massimo"
  4. La faccia dell'Anto quando lo supero correndo in discesa al ritorno
  5. La faccia dell'Anto quando prendo Ceres e luganega ad Erve
  6. La faccia dell'Anto quando riparto a correre verso Calolzio con sigaretta e birra

Riassumendo, e concludendo:    "I Falchi del Resegone siamo noi!"

(f.to Matteo "Il Bade" Badessi)

IL REPORT DI ANGELA

L’anno scorso ho assistito da spettatrice alla 57esima edizione della MoRe, partenza da brividi all’interno dell’Arengario di Monza. Appena ritornata a casa ho pensato: “ tra qualche anno voglio partecipare anch’io a questa gara”, le ultime parole famose!

Il 23/06/2018 , c’è stata come consuetudine, la 58esima edizione della Monza Resegone , ed io ero lì pronta a correrla. Le squadre iscritte 290, quelle partite effettivamente 260 circa. La mia squadra con il pettorale 89, era formata da Giovanni Di Fidio, Giuseppe Lallo e me. Nella mente e nel cuore ho ancora impresse le immagini e i colori di quella notte fantastica. Nelle orecchie risuonano ancora la voce dello spiker, quando presenta la nostra squadra, gli applausi e le urla delle persone che incitavano i corridori a squarcia gola.

Dopo l’ascolto dell’ Inno Nazionale, alle ore 21 è partita la prima squadra , io dietro le quinte ho pensato: “ tra mezz’ora tocca a noi”. La tensione aumentava e l’adrenalina saliva sempre di più per poi arrivare a quel colpo di pistola che ha dato inizio alla gara e mi sono detta: “Forza Angela! Un’altra avventura ha inizio”.

Al terzo chilometro circa, ci hanno raggiunto gli altri amici della Libertas, la squadra di Piergiorgio B., Stefania F. e Michele. Abbiamo corso insieme fino al 42 esimo chilometro. Ho visto nei loro occhi, la stessa felicità che provavo io in quel momento. Michele con il suo spirito un po’ rude ma sempre allegro, tra una battuta e l’altra, mi ha aiutato a non sentire la fatica della corsa e a vivermi quel momento con la massima spensieratezza E’ stato bello fare qualche chilometro insieme alla squadra di Maurizio, Tiziana e Barla, ma impossibile aggrapparmi a loro, il passo era troppo veloce per me. Vedo passare insieme alla sua squadra anche la mia amica Miriam, che stimo tantissimo per la forza e il sorriso con cui affronta ogni gara, senza mai lamentarsi.

A parte qualche paesino abbiamo corso per 32 Km su strada. Ad Usmate ho sentito urlare il mio nome, erano i genitori di mio cugino Matteo che erano venuti a fare il tifo per me. Ad Olginate, c’era un tifo commovente ai bordi della strada. Avevo il sorriso stampato sul viso, mi sentivo trasportata dalle persone che mi incitavo e mi hanno dato una notevole carica fino all’ultimo chilometro.

Correre una maratona di notte è stata per me un’esperienza davvero emozionante ed unica nel suo genere, quella sera a farci da sfondo c’era una bellissima luna piena, avevo nel volto un’espressione strana; ero stupita e frastornata allo stesso tempo.

Finalmente siamo arrivati a Rossini, dove avevamo parcheggiato le macchine e ci siamo cambiati, pronti per affrontare la famigerata salita da Calolzicorte fino ad Erve. Iniziava a farsi sentire la stanchezza nelle gambe e qualche dolorino, ma i miei compagni di squadra, mi hanno dato la forza per andare avanti e non mollare. Superato il cancello di Erve cominciò la scalata di tre chilometri sul monte Resegone fino alla capanna degli alpini, quei chilometri cosi duri affrontati con le persone giuste e con entusiasmo mi hanno permesso di arrivare fino alla fine. Finalmente ho visto le luci della capanna e ho pensato: “ce l’abbiamo fatta!!” . Alle 3: 15 del mattino eravamo giunti al traguardo, esausta ma felice, ero troppo stanca per esultare, ma anche se le mie gambe soffrivano il mio cuore gioiva.

Ringrazio tutti i miei amici della Libertas, i miei compagni di squadra Giovanni e Giuseppe, che hanno voluto, fin dal primo momento, facessi parte della loro squadra. Mi hanno insegnato che le difficoltà insieme si possono superare. Quindi è soprattutto grazie a loro, se oggi posso raccontare questa esperienza bellissima. Per me è stato come vivere un sogno che resterà per sempre indelebile nel mio cuore.

Notevole ammirazione per le squadre che hanno tagliato il traguardo al di sotto delle 5 ore; una formata da Antonello F, Matteo C e Fabio; l’altra da Matteo B, Enrico B e Federico B. Complimenti per la voglia di mettersi in gioco, per non mollare mai, per la grinta e la costanza con cui affrontate le difficoltà e vi spingete sempre oltre i vostri limiti. Per me resterete sempre i “mostri della Libertas” :D

Di questa maratona, voglio ricordare anche la cena dei corridori della MoRe per condividere l’esperienza post gara. Le squadre di Antonello Falchi e Matteo Badessi hanno confrontato i tempi della maratona iniziando a punzecchiarsi, ma sempre pronti a sdrammatizzare con una risata, rendendo la serata molto piacevole e divertente. Matteo Badessi fiero di aver terminato l’ultimo step da Erve fino alla capanna in un’ora e tredici minuti, contro un’ora e ventiquattro minuti rispetto alla squadra di Antonello Falchi afferma in maniera ironica e provocatoria: “I veri Falchi del Resegone siamo noi”. Così è terminata un’esperienza unica ed indimenticabile, in un clima festoso e brioso, tra tante risate e la voglia di continuare a condividere insieme altre emozioni

Ritengo giusto citare il nostro amico Zeno Cresci che l’anno scorso nonostante il malessere fisico, in seguito al quale fu necessario l’intervento dei soccorsi, grazie alla sua determinazione e alla voglia di non mollare mai,fece sì che la sua squadra tagliasse ugualmente il traguardo. Lui più di tutti meriterebbe la medaglia.

(f.to Angela De Seta)

IL REPORT DI MIRIAM

L'incoscenza mi accompagna sempre. Devo dire che è un'ottima alleata per poter affrontare nuove avventure e sfide. La molla che mi spinge nel buttarmi a capofitto nelle situazioni di "FATICA PIACEVOLE" è la compagnia di persone affini. Lo SPORT crea unione tra esseri. Non ci sono differenze di nessun genere. Corriamo tutti verso lo stesso senso AFFIDANDOCI e FIDANDOCI gli uni agli altri. La Monza Resegone é tutto ciò....GRAZIE a tutti per aver condiviso questa bella esperienza.

(f.to Miriam Quarestimini)

IL REPORT DI PINO

Ore 19 davanti all’Arengario per ritirare i pettorali. Lo so un po’ presto considerato che partiremo intorno alle 21:30, ma l’eccitazione è tanta che fosse stato per me saremmo arrivati anche un attimo prima.
Una preparazione a questa corsa, così come la scelta degli indumenti da portare, gli integratori, l’antivento, le scarpe di ricambio, la frutta secca…e se fa freddo cosa metto, e se piovesse??? Insomma neanche per le mie vacanze di solito metto così impegno, ma la More è la More!
Fino all’anno scorso mi sembrava una pazzia stare sveglio tutta la notte. Non dovevo partecipare a questa corsa quest'anno ma poi l’assenza di alcune persone e la difficoltà di completare un trio mi ha spinto ad accettare, e.. meno male che l’ho fatto!! Con i miei compagni di squadra Giò ed Angela ho molta confidenza ed allenandoci insieme conosco bene i loro punti di forza e debolezza. Siamo un trio affiatato e questo mi dà molta sicurezza.
Siamo la squadra numero 89… siamo in fila per partire… ecco è il nostro turno: usciamo da dietro le quinte ed una massa di persone ci incita e saluta. Partiamo “osannati” da tutta la folla stupenda. Dopo poco ci raggiungono anche il trio Pier-Stefy-Michele e con loro faremo tutta la corsa insieme, fino alla fine.
Dopo i primi km e la folla sempre rumorosa e felice al nostro passaggio, iniziamo i primi km lungo la strada, soli nel buio della notte. Solo noi, il nostro passo ed i nostri frontalini ad illuminare il percorso.
La fatica col passare del tempo si fa sentire, rallentiamo, ma la folla è sempre per noi… bellissimo! Il pezzo da Calolziocorte a Erve è stato abbastanza duro: non capivo quando sarebbe finito il tratto e quando avremmo trovato ‘sto benedetto cancello e vedevo il tempo passare... ma insieme riusciamo, anche se a pelo, a superare il primo cancello per pochissimi minuti. Che bello, siamo ancora in pista! Da qua in poi praticamente cammineremo quasi sempre. Ci cambiamo grazie alle cose lasciate nella macchina di Giò che aveva lasciato un paio di giorni prima poco dopo il cancello.
Pra di Ratt: al buio con le lucine delle persone tutte in fila è spettacolare. Giò mi dice ad un certo punto: “Pino, lo sai che sono le tre di notte?”. E’ vero. Solo in quel momento mi rendo conto che la stanchezza che ho sempre temuto non c’era e che ero pronto e determinato a finire la corsa. Dopo 5h e 46min salutiamo la capanna!! Contentissimo: sono arrivato bene, meglio di quanto aspettato.
Volevo soprattutto ringraziare Giò per tutti i consigli che mi ha dato nei giorni prima della corsa, preziosissimi!! Per avermi fatto da guida qualche giorno prima al Pra di Ratt per farmi rendere conto a cosa andavo incontro.
Grazie ad Angela per non aver mollato e grazie all’altro trio Pier-Stefy-Michele che ci ha fatto compagnia praticamente sempre.
Ah… dimenticavo… le due ore di cammino per arrivare a prendere la macchina dopo la corsa… dove le vogliamo mettere? Ecco di queste ore ne avrei fatto proprio a meno, però passare dal buio pesto alla luce del giorno ha comunque il suo perchè.

(f.to Giuseppe Lallo)

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