VALENCIA MARATHON

2 dicembre 2018, Valencia

Eccoci finalmente arrivati a Valencia, per l’ultima maratona dell’anno. La decisione di partecipare è stata presa da tanto tempo. L’anno scorso l’hanno fatta Daniele (Spicuglia) e un mio collega e sono tornati entrambi entusiasti. Quindi si decide di iscriversi e si prenota il volo con i simpaticoni di Ryanair (che ci cambierà volo) e casa (2 appartamenti) tramite booking.

Siamo davvero tanti della Libertas a farla, anche se le partenze sono scaglionate e le sistemazioni sono diverse. Il mio gruppo ha preso due appartamenti in zona centrale, uno da 8 e uno da 4. Per la prima volta porto con me mia figlia (Chiara, 14 anni), che accetta di seguirmi perché ci sono altre due coetanee (la figlia di Stefy e quella di Micky, Sara e Martina, entrambe 15 anni).

Oltre me e le tre ragazze, il gruppo è composto da Stefy e Micky già citati, Pino, Michele, Giò e Chiara, Riccardo e Daniela.

Nei giorni prima della gara riusciamo a vederci anche con: Vittorio e la moglie (Paola), Davide e Roberto, Angela (Gattu), alla sua prima maratona. Solo il giorno della gara vediamo, con grande piacere, anche Matteo, Angela (De Seta) e Miriam.

Dei giorni ante gara vi menziono solo le visite al Bio Park e all’acquario (Oceanografic), che consiglio a chi visita la città. Ma anche una capatina al mare val la pena farla.

La mattina della gara ci alziamo alle 05.20 (visto che la maratona parte alle 08.30) e facciamo colazione abbondante. Appena pronti usciamo, convinti di poter avvicinarci alla partenza con i mezzi, ma qualcosa è andato storto… tutti i runners che incontriamo percorrono la strada in senso opposto guardandoci strano, stessa cosa noi nei loro confronti: “ma dove vanno questi qua?!?” la risposta è: stanno andando a piedi alla partenza poiché mezzi non ce ne sono… allora dopo un po' di indecisione ci incamminiamo anche noi tentando prima di prendere invano la metropolitana.

Metropolitana che prendiamo scavalcando le barriere e per una sola fermata. Siamo proprio italiani!!!

Mentre camminiamo per arrivare alla partenza, cerchiamo di capire come vestirci. La mattina presto fa freddino, ma già sappiamo che sono attese temperature alte. Io opto per la canotta, senza nulla sotto. Dopo la consegna della borsa al deposito, ci avviamo verso le griglie. Qui ci dividiamo e restano con me, nella griglia marrone, solo Giò e Riccardo. Gli altri li rivedremo solo all’arrivo.

Finalmente si parte, con temperatura fresca, sole e cielo azzurro (siamo sicuri sia il 2 dicembre ?). Ad ogni ristoro bevo un bicchiere di Powerade e faccio attenzione a non perdere contatto con i miei due compagni. Viaggiamo compatti fino al km 30, dove Riccardo si ferma per il suo secondo pit stop (a cambiar l’acqua…). Poi purtroppo avrà dei problemi e lo ritroveremo all’arrivo.

Resto con Giò, socio e compagno in tante gare. Lui potrebbe partire, staccarmi e arrivare molto prima , ma da amico e da persona generosa e altruista mi fa compagnia.

Restiamo insieme fino al km 37 circa. Poi ad un ristoro non riesco a prendere da bere e Giò torna indietro per prendermi una bottiglietta d’acqua (ripeto: generoso e altruista) ma nella grande confusione e tra i migliaia di runners non ci troviamo più. Mi ritrovo quindi a fare gli ultimi km da solo. Ormai la temperatura si è alzata parecchio, oltre i 20 gradi, e la fatica si fa sentire. Rallento l’andatura, già sapendo che non avrei fatto il PB e taglio il traguardo da solo e con un buon tempo. Un buon tempo in considerazione del gran caldo e di non essere stato al top della forma per via di un piccolo problema fisico che mi porto dietro da qualche mese (operazione già programmata per il 6/12).

A questo punto non mi resta che aspettare che arrivino gli altri. Giò arriva dopo pochi secondi (lo scoprirò solo dopo aver visto i tempi) ma non ci vediamo.

Una fiumana di persone ! Allora mi sposto lentamente nel posto che avevamo convenuto come ritrovo e piano piano arrivano tutti. La prima che vedo è Miriam, che si è dovuta ritirare dopo pochi km., ma non ha perso il sorriso che la caratterizza Ha preferito non farsi male e fermarsi, decisione non facile, ma saggia.

Quando tutto il gruppo è arrivato c’è un bel sole estivo (23 gradi) e non abbiamo fretta di muoverci. Arrivano anche le tre ragazze e ci salutano e si complimentano con noi. Mi fa strano vedere Chiara alla fine di una gara, è la prima volta che succede e mi riempie ancora più di gioia perché siamo all’estero e lei ha deciso di spendere il suo tempo per venire a vedermi! Mi fa un piacere enorme.

Finalmente lasciamo la zona di partenza e ci si dirige verso casa. I mezzi pubblici ancora non funzionano per cui decidiamo di andare a piedi, in preparazione alla ultramaratona… tra i km prima della maratona e quelli dopo.. potremmo dire di aver percorso oltre 50 km!

Il mattino seguente la sveglia suona alle 3.25 perché abbiamo il volo di rientro che parte alle 6.35. Rimane nella casa solo Pino che partirà a metà mattinata.

Sono contento di aver trascorso diversi giorni con veri amici, alcuni dei quali erano stati miei compagnia a Venezia solo poche settimane prima. Ora mi aspetta un riposo forzato, perché dopo l’operazione ho 30 giorni di stop. Il che vuol dire che ai primi di gennaio 2019 sarò di nuovo in pista. Amici: tra poco torno a correre di nuovo con voi.

Un grazie particolare a Michele, con cui ho condiviso la stanza e il divano-letto, a Giò che mi ha sostenuto durante la gara, a Stefy, che si è presa cura delle ragazze e a Pino, che ha chiuso casa (e gettato la monnezza). Guarda caso i miei compagni di Venezia…

Viva Libertas !

Pier

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