21^ Maratona di Reggio Emilia - Città del Tricolore

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Reggio Emilia, Domenica 11 Dicembre 2016 ore 09:00 - Con una temperatura prossima allo zero, nebbia e un umidità pazzesca, quasi in 2.541 prenderanno il via nell'ormai super consolidato parterre di Corso Garibaldi. La squadra Libertas si presenta in 17, grandi attese e grandi incertezze... è ormai chiaro che i nostri velocisti punteranno tutto su questa gara, scatenando un intensa bagarre nel finale, mentre non è altrettanto chiaro se il Guru e Zeno arriveranno alla fine sani e salvi, infatti Gianfranco Z. è reduce da un febbrone da cavallo della sera prima, mente Zeno C. dopo mesi di sofferenze, si presenta al via praticamente senza lunghi nelle gambe... in mezzo abbiamo l'esordio di un super motivato Davide C.

Gara difficile da gestire, infatti le variazioni continue di pendenza, non permetteranno il mantenimento di un passo regolare per tutti i 42 km 195 mt, oltre al freddo pungente che richiede più energie per mantenere una corretta temperatura corporea.

Fatte le giuste premesse, la gara ha regalato molte soddisfazioni al team Libertas:

  • Riccardo G. taglia il traguardo con un eccellente 3h00'18"
  • Gio oggi con 3h26'37" ha superato tutti i pronostici, oltre a siglare il suo nuovo BP
  • Salvatore M. partito dalle retrovie (nonostante il dolore al femorale) è riuscito a recuperare terreno, tagliando il traguardo in 3h27'46"
  • Riccardo V. a solo 5" da Salvatore chiude in 3h27'51"
  • Ernesto F. "l'inossidabile" giunto alla sua 15° mth di Reggio chiude con super 3h32'22"
  • Antonello F. con il suo 3h33'14" si porta a casa il suo miglior tempo in maratona del 2016
  • Davide C. all'esordio in maratona si mette in tasca un ottimo 3h43'09"

Infine anche le nostre QR hanno lasciato il segno:

  • Lorena B. 2° di Categoria con 3h44'39"
  • Paola C. 5° di categoria con 3h49'32"

Tutti gli altri oggi hanno dato il massimo, chiudendo ciascuno a modo suo anche questa fredda e nebbiosa 21° Maratona di Reggio Emilia.

Alla fine giusto il tempo per una mega pizza nel collaudatissima pizzeria L'Angolo di Napoli, con la cortesia e la disponibilità di gestori e camerieri arrivati alle 15, ordinato alle 15:30, usciti quasi alle 17...).

Ci rivediamo tutti domenica prossima per una bellissima doppietta: alla mattina per la super classica e freddissima tapasciata di Trezzo (con tortellini in brodo alla fine) e alla sera, la ormai immancabile cena di fine anno (con premiazioni GP2016).

Federico

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La mia prima Maratona, la numero 0 perché da qui si inizia (di Davide C.)

Sottotitolo:” ovvero perché 38,68 K sono una Maratona”

Difficile essere brevi e tradurre in parole le emozioni provate tra sabato e domenica 11 Dicembre 2016, data della mia prima maratona in quel di Reggio Emilia. Come tutti, o molti di noi, credo che il sogno di correre una maratona se lo porta dentro. Ho molto rispetto per questa corsa, o meglio distanza, vederla correre nelle competizioni internazionali mi da i brividi ogni volta. La temevo, la temo e la temerò questa corsa, per carattere se si fa una cosa la si deve fare nel migliore dei modi, due anni di corse per passare da jogger a runner, prima velocità sui 10K, poi resistenza sui 21 seguiti da velocità sempre sui 21. Due anni passati correndo dietro a un gruppo di runners, della notte, di tutto rispetto mentre io non sapevo cosa fosse una tabella ed una ripetuta, mi ricordo ancora le prime ripetute da 400 a 4’ una faticaccia e sempre in affanno con la pazienza di Ernesto, e di tutti voi a darmi consigli e stimoli, ora faccio le 7x1000 a quel passo. Due anni in cui il sogno è lì ma vuoi realizzarlo nel miglior modo possibile devi stare calmo. A settembre la svolta, Lorenzo “Ho una tabella, prevede 13 settimane 3 allenamenti alla settimana “. Per quale maratona? “ Reggio 11 dicembre”. Fa vedere interessante! In mezzo qualche gara defaticante da 10K. Mi sembra alla mia portata inizio con molto entusiasmo, affiancato da un senatore della maratona di Reggio Ernesto. Fido scudiero il gps da polso che severamente detta tempi ritmi e distanze al netto di “risc” e “defatic”, Coach sempre al mio fianco, anzi sempre un passo avanti, ancora un po’ avvezzo alla tecnologia. Passano le settimane e ci credo, vari lunghi 25-28 -32- 36, cresce anche la determinazione a finirla questa maratona. Il gruppo di allenamento si allarga. I tempi migliorano continuamente e faccio sempre meno fatica, 10 giorni di diluvio non ci fermano. Non siamo i soli per Reggio, da tutti i maratoneti ricevo incitamenti e consigli preziosi che non fanno altro che aumentare la mia convinzione a finire la mia prima maratona. Obiettivo è finirla bene, il tempo non conta, si sa è relativo. La tensione sale, cerco dei riferimenti per rimanere concentrato con la mente per tutta la corsa, decido insieme a Lorenzo di andare sabato anche se so che perderò delle routine pre gara andando in trasferta aggregandomi ad un gruppetto di maratoneti super affiatati ed esperti di ritorno dalla maratona di Atene. Finalmente domenica 11/12/16 pronti via, vado verso la griglia di partenza, torno subito indietro a prendere i guanti nella ricerca della concentrazione li dimentico in borsa, due piani a gradoni dentro il palazzetto, bene risc fatto. Entro di nuovo in griglia, gps saltato, riavvio cosa vuoi che sia, non spiccico una parola la mente è già sulla strada, gli occhi sul traguardo che rivedrò solo più tardi, compagni di squadra, che mi riempiono di pacche che neanche mi accorgo, tensione alle stelle, teso come una corda di violino. Senti la fanfara dei bersaglieri che suona, per un istante ti passano ricordi lontani, sparo si va! Primi passi ed iniziano le lacrime, dai penso appena ti stanchi cala la tensione e vai è sempre stato cosi. A Reggio c’è un primo giro da 3k di lancio, si ritorna sul traguardo e poi si esce, niente l’emozione è tanta nella mente pensi come un mantra alle persone più care che hanno sempre creduto in te, quelle che non ci sono più e quelle che ancora ci sono, quelle appena entrate nella tua vita, che ti hanno sopportato e supportato in questo periodo, ripeti come un mantra “tuo nonno è tornato dalla Russia a piedi tu sei fortunato ne farai solo 42 di k e al caldo”, e niente corri con il magone. Riesci a riprenderti e passi di nuovo davanti la fanfara e ripensi ad un periodo, loro hanno tante piume e io avevo una penna sola ma la loro musica ti fa emozionare ancora. Mi raggiungono dei compagni di squadra esperti prima Lorena e Lorenzo, mi chiedono se mi sono fatto male, scambiando 4 parole le lacrime finiscono, poi Pier e Michele. Andiamo insieme ne mancano solo 38. Un occhio al gps raggiungiamo i pacer 3.45, qualcosa non quadra il gps, mi dice che sono molto più lento ma li sto superando, controllo ad un cartello dei Km ed è in ritardo di 1,6 k sulla distanza, il passo non pervenuto. Niente panico sono circondato da compagni di squadra esperti, mi dico corri a sensazione sei preparato. Poco dopo i 20 rimango da solo, giustamente ognuno ha i suoi ritmi le sue sensazioni, tengo il mio ritmo mi sento bene, saluto tutte le persone che nei paesini ti incitano anche se non sanno chi sei, ma per un attimo ti senti il loro campione, ringrazio gli addetti agli incroci, sto bene nessun dubbio nel finire. Adesso ai ristori mi fermo a bere e senza affanno, cosa vuoi che siano 20 secondi su 4 ore di gara. Qualche km con Federico che mi incita ad allungare. Arrivo al 36K e sto bene, da qui in poi non so cosa succede non sono mai andato oltre. E’ il mio check point testa? Proiettata al traguardo. Gambe? Girano che è un a bellezza, da adesso in poi deve essere una gioia sono solo 6k. Riprendo un runner Sardo di Nuoro, con cui avevo scambiato 4 parole ad un ristoro, la nebbia e il freddo gli hanno creato problemi, raggiungiamo un Gentleman agreement, che per chi conosce il popolo sardo basta un occhiata e due parole per stringere una profonda amicizia, tu mi dai il tempo al km io ti tiro, mi sento bene siamo al 40K, passiamo in mezzo ad una serie di runner fermi per crampi, lo incito a rimanere in movimento nonostante lui abbia i crampi, rimane indietro, lo aspetto, gli dico che abbiamo meno di 10 minuti e sarà una festa , arriviamo al 41K ci siamo, ci diamo un’ occhiata, un semplice cenno d’intesa col capo è l’ok a dare tutto adesso, vado mi sembra di volare sul tappeto tricolore finale, solo al traguardo mi rendo conto che in realtà non riusciva a seguirmi, ma lo sapeva. Gli ultimi 200 m è un fiume di lacrime che mi scendono sul viso, la medaglia e il telo sulla schiena mi danno una sensazione indescrivibile sto benissimo nessun problema, arriva l’amico Sebastiano M. da Nuoro mi abbraccia mi fa i complimenti e una sberla sul viso per cercare di farmi ritornare sulla terra ma che avverrà solo a tarda serata.

Pare che Zatopek abbia detto prima della maratona “ Uomini, oggi un po’ moriremo” non sono d’accordo oggi io ho vissuto e da qui si inizia. 

Bene se siete arrivati fino a qui vi dico perché di 38.68 è una maratona, perché in tutto questo il gps non ha funzionato, forse segno del destino, ho corso in libertà a sensazione, fuori dagli schemi solo emozioni pure. Lui segna un tracciato da Cavriago un paesino di provincia fino a Reggio per un totale di 38.68K, pure essendo programmato per una maratona. In fondo mi piace credere che l’abbia fatto apposta, per slegarmi dagli schemi e lasciarmi immerso nelle sensazioni ed emozioni che correndo tutti noi proviamo.

Davide C.

(scouting foto: Piergiorgio B.)
 

 

 

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