2015-11-07 VALTELLINA WINE TRAIL

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Sabato, 07 Novembre 2015 - ore 08:00 Sondrio - Che sarebbero state due gare molto dure già lo sapevamo, ma che finiva così tanto in bellezza... nessuno di certo poteva immaginarlo.

Ore 08:00 Ritrovo c/o FFSS Sondrio... in mezzo ad una massa enorme (...per una piazzetta così piccola) di ultra-sky-trail-runners, noi Libertas della "bassa pianura" ci troviamo subito. Così in un angolo della Stazione Ferroviaria immortaliamo l'evento, con tanti dubbi nella testa... Il Barla sono 40 gg che non corre dopo l'infortunio al ginocchio, io di ritorno da NY praticamente con 4 ore di riposto in due notti, Zeno che in gran forma deve testare la tenuta delle sue "fragili" caviglie in previsione di Firenze... mentre la coppia di Sky Runner Bade & Bongio mi sembrano gli unici sicuri e pronti per il lungo, irto e periglioso viaggio... infine i due Super Disordinati Antonello e Gianfranco pronti come sempre.

Dopo il breve tragitto in treno il gruppo della 21 scende a Chiuro, mentre quelli della 42 proseguiranno fino a Tirano. Infatti i due percorsi lineari avranno tutti arrivo in piazza Garibaldi a Sondrio.

Ore 10:00 Partenza in contemporanea Tirano 42K, Chiuro 21K, Castione Andevenno 11K, tutti per correre questo stra-bellissimo trail di Valtellina. Noi Instancabili Libertas abbiamo scelto le due distanze più impegnative: 21 e 42 Km.

Il meteo oggi è quanto di meglio potevamo sperare, sole limpidissimo e temperatura di circa 21° durante la gara, percorso completamente asciutto e quindi meno pericoloso, soprattutto nelle impegnative discese tra i vigneti a terrazze del Inferno e del grumello... (con passaggi interessanti dentro la rinomata Cantina Negri... correndo in mezzo a botti e tantissimo vino).

Il misto sali-scendi con pendenze in certi casi vicino al 20% non permettono di certo di mantenere il ritmo e per noi della "bassa" sono davvero una piacevole sofferenza... cosa non altrettanto vera e quindi da fare con la massima attenzione sono state le discese ripide, dove è bastato un appoggio non preciso al 16° km per causarmi una distorsione per fortuna leggere alla caviglia destra... quindi perdita di tempo e dolore per almeno 1 km... ma queste non sono certo gare semplici, quindi si stringono e denti e si tira avanti fino al traguardo... non si deve mollare... i pizzoccheri ci aspettano!!!

Così finalmente si sentono le voci della "piazza"... quindi ennesimo allungo (spregiudicato vista la caviglia ormai poco stabile) in discesa per arrivare il volata al traguardo e ricevere la prima (mia) medaglia in pietra di questo Magico Trail di Valtellina.

Giusto il tempo per l'ormai classico pediluvio nella fontana GELIDA di piazza Garibaldi, poi doccia, birretta e pizzoccheri... In tempo per vedere la facce stravolte dei maratoneti giunti al traguardo... ma l'anno prossimo ci saremo anche noi sulla distanza regina dei 42 km !!!

Adesso finalmente capisco chi non vuole correre in pianura... anche vero che sarebbe bastata un po di pioggia per sconvolgere il quadro positivo e rendere tutto più lento, difficile e... pericoloso. Ma tant'è che oggi ci siamo divertiti come non accadeva da tanto tempo.

Eleggiamo all'unanimità questa giornata come la più bella dell'anno 2015.

Federico

CLASSIFICA 21 KM - CLASSIFICA 42 KM

Il report del Barla 

E finalmente ci siamo. Oggi proverò a spostare ancora un po’ più in là i miei limiti. Alla stazione di Sondrio ci raggiungono i ns amici della mezza (regolari e non). Fede è in splendida forma… mi chiedo come faccia a reggere questi ritmi. Viaggio allegro e spensierato sino a Chiuro, poi loro scendono e noi avanti verso Tirano. Arriviamo che manca meno di un’ora alla partenza… soliti riti preparatori e finalmente ci siamo. Pronti… via… curva a sinistra con strada che stringe… resto imbottigliato. Davanti Bade e Bongio corrono fianco fianco…. Se si dessero la mano ci sarebbe quasi da preoccuparsi. Arriviamo alla prima salita vs la chiesa. Un sentierino strettissimo a tornanti e quindi si forma la coda, un continuo stop&go e mi scappa un “sembra di essere al padiglione del Giappone” che fa sganasciare dalle risate quello di fianco. Guardo verso il basso per vedere l’effetto serpentone ma non lo gusto in pieno perché mi accorgo di essere quasi in fondo… dietro di me 30/40 persone.

Fine della salita e si comincia a correre, mi sento bene ma mi ripeto continuamente di andare piano perché è ancora lunga. Mi sembra di gestirmi bene; ovviamente, essendo scivolato nelle retrovie, nei primi chilometri riesco comunque a recuperare posizioni sino a stabilizzarmi vs il decimo. Su, giù, dentro, fuori, entra nelle cantine, fai le scale, curve a 90 gradi, strappi, sentierini… percorso nervosissimo che non dà mai tregua, ma la strategia è chiara: non farsi indurre in tentazione dal correre anche brevi tratti di salita (che pagherei alla lunga) e andare regolare in pianura e discesa. Via verso Teglio (comincia a fare davvero caldo) dove ci aspetta la salita alla Torre. Sotto il sole caldo, su una salita a tratti decisamente ripida, fatico incredibilmente ….. mi sembra quasi di andare indietro e la salita sembra infinita. Scollino, cammino un attimo e riprendo a correre, ma subito mi parte un piccolo crampo, riprendo a camminare cercando di sciogliere il muscolo. Faccio il ristoro e riparto, corro optando per un passo corto. Mi aspetta qualche chilometro di discesa teorica… teorica nel senso che da Teglio si scende ma non in maniera costante, altrimenti sarebbe stato troppo facile; continui richiami con brevi strappi impegnativi e, poi, di nuovo giù. Vado regolare e sembro aver smaltito la “cotta” di Teglio. C’è di buono che, sin dalla partenza, veniamo accompagnati da un panorama spettacolare: ampia visuale sulla vallata con gli intensi colori dell’autunno (giallo, arancione e verde), sopra le cime già innevate e poi un cielo di un blu infinito. Chilometro 23 e nuovo piccolo crampo che se ne va senza grosse preoccupazioni. Passaggio al Ponte di Chiuro (26k abbondanti) in 3.24 e spiccioli … faccio il ristoro e quattro conti (per quanto difficile, dato che il percorso non è piatto) concludendo che il mio sogno di dare meno di 6h è finito. Punto alle 6.15. La salita dopo Chiuro si rivela tremenda…. una prima parte di ciottoli cementati che rendono instabile l’appoggio (e, quindi, continuo rischio crampi che cerco di evitare camminando, nei tratti in cui c’è, nello scolo dell’acqua) e poi una bella strada bianca sotto il sole (in un paio di occasioni sono tentato di fermarmi un attimo). Comincio a sentire gli effetti del lungo stop della preparazione e sono di nuovo in affanno anche perché commetto l’errore di pensare ai chilometri ancora da percorrere e vado in sbattimento. Scollino dopo Ponte Valtellina e la discesa, nonostante si riveli impegnativa, allontana la crisi e torno a correre con costanza. Arrivo al ristoro della Madonna del Carmine (km 37) rifaccio i conti (pur sapendo di avere ancora un salita impegnativa) e mi accorgo che le 6h sono tornate accessibili. E’ una vera e propria scossa. Calcolo mentalmente la media da tenere al km per arrivare al mio obiettivo e riesco a correre costantemente al di sotto (tranne che in salita). Passo al Castello….ho margine….ho margine per chiudere i 42k in 6h. Mi butto giù per la discesa camminando spedito sulle brevi salite. Tutto sembra andare per il meglio quando, poco dopo il quarantesimo, crampi… ma di quelli che fanno male. Fermo con la gamba tesa mi metto ad allungarmi imprecando a più non posso. Riprendo piano e poi più veloce sempre più veloce quando mi accorgo che, al km 42, sto ancora in periferia di Sondrio….ma com’è sta storia. Il cronometro corre e non so quanto manca (dovrei essere già arrivato). I secondi sembrano volare…. mi precipito giù dalle scale; OK il bade mi ha detto che da qui mancano 500 mt. Esco dalla scalinata che mi sento Bolt ma il polpaccio non è d’accordo….mi devo accontentare, spingo al limite e chiude in 6.00.30 con il GPS che dice di aver fatto 42,88k. Peccato per quei 30 secondi ma che emozione….certo che adesso diventa più difficile decidere di smettere.

Certo che con il fango sarebbe stato un delirio.

Marcello

 

UA-44686231-1