FIRENZE MARATHON 2013: sensazioni, emozioni, brividi...

 

Presidente VALTER MOLTENI:

Come per un classico ed ufficiale alzabandiera, alle 08,45 eravamo tutti raccolti vicino alla zona di partenza per ascoltare le parole portate da Luciano a nome del nostro Presidente Valter Molteni <Un grande in bocca al lupo a tutti gli amici Libertas Sesto Atletica che si cimenteranno nella Maratona di Firenze>. E così fu!

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LUCIANO VPP ed Ing Anziano:

... Ed eccomi di nuovo sul Lungarno. Ernesto grida " vai, vai Luciano è fatta" - Ringrazio

Curva a destra, curva leggera al sinistra, ormai mancano pochi metri.

"dai Luciano" gridano Lorena e la moglie di Gianfranco - Ringrazio

Ancora  una curva a sinistra e ci siamo ... Ecco il tappeto blu, Santa Croce è ormai alle spalle.

Via, via, via ... più veloci del vento...  Supero di slancio un po' di sconosciuti ma amici maratoneti.

Chiudo in 3h57'19", non malissimo per me. Soddisfatto a metà.

Mi avvio lentamente verso la zona rifornimenti.

<questa è l'ultima maratona... non ne faccio più> mi dico, anzi mi ripeto da... 22 volte, ma già si intravede Milano... e poi... e poi... NEW YORK... ma con tutta la Libertas Sesto Atletica!

Questa sara la nostra sfida nel 2014! E se la compagnia sarà come questa (di Firenze), la soddisfazione per me sarà più che totale comunque vada la mia corsa.

Grazie a tutti voi e forza Libertas Sesto Atletica!

 

LORENA:

Mi permetto anche un commento, (per una volta ndr) dall'altra parte della strada…

Un bravissimo a tutti, ai soliti noti che fanno il tempone, ma volevano fare di più, ai nuovi noti che nonostante due mezze tirate, non sono scoppiati, a quelli che ci speravano, ai marathon/tandem Bianchetto e Beghetto che si controllavano ad ogni km per non perdersi, si passavano l'acqua e meno male che non hanno tagliato il traguardo mano nella mano, a chi ha tagliato il traguardo mano nella mano con suo figlio, ai giovani che hanno provato un'emozione nuova e da ripetere, ai disordinati che hanno rischiato di correre in mutande, al nostro grande VP, ai ritirati e permettetemi ai non partiti, insomma proprio a tutti BRAVI !!!!  Alla prossima.

 

ROBERTO:

Buona la 61ma

Dopo 60 maratone magicamente quella perfetta, peccato solo che mentre io ero "on the road", lei Lorena era dall'altra parte delle transenne. Al momento dell'avvio verso le gabbie di partenza la saluto e poi non mi volto più perché ho visto qualche lacrima (nei giorni precedenti ha messo e tolto nella borsa per 3 volte le scarpe per correre) e per chi la conosce può immaginare la sofferenza.

Maratona perfetta anche senza il best time perché corsa secondo manuale: temperatura ideale, abbigliamento giusto, partenza tranquilla e poi in progressione, seconda parte più veloce della prima, ultimi 2 km con prudenza (non si sa mai... con l'affaticamento può succedere di tutto), ristori regolari, spalle rilassate, concentrazione sui movimenti e pensiero positivo.

Proprio una maratona perfetta... dimenticavo la cosa più importante: tutto è stato possibile grazie a Paolo che dal primo km alla fine mi ha fatto da guida e tutor, passandomi persino l'acqua ai ristori. Ho corso per 40 km come un francobollo con lo sguardo sulla canotta di Paolo (canotta Euroatletica... chissà se nel 2014???) tanto che alla fine  ha detto:"Abbiamo corso in tandem sembravamo Bianchetto/Beghetto".

Alla prossima... ci sarà anche Lorena

P.S. Per i più giovani: Bianchetto e Beghetto sono stati diverse volte campioni mondiali di tandem

 

ANTONELLO:

Tutto e il contrario di tutto

Start gabbie: siamo io e Zaninelli... lo perdo però a 5 minuti prima dalla partenza....niente di nuovo (ci perdiamo regolarmente anche al PNM)

21° e 30° perfettamente in target

36° l’obiettivo si allontana sotto i colpi del pavè

38° perdo la ragione, mi infilo in un bar… quel barista e il suo zucchero che mi ha fatto arrivare alla fine

41° ho  l‘incubo dei pacer delle 3.30

42° il traguardo, la commozione e Salvatore sempre presente

Dopo una doccia gentilmente offerta da Francesca e Salvatore, due parole confuse con Zeno sotto un sole ormai diventato caldo.

Passeggio sul lungo Arno in direzione hotel , stanco ed inebriato rivivo questi mesi....

Ora è finita, in hotel ritrovo due colonne della mia giovinezza e i loro simboli Giammario (il mare), Federico (la montagna), cosi lontani ma cosi uniti in un unica passione.

Grazie Libertas

 

FEDERICO:

25 Novembre 2012 Domenica mattina ore 06.00 mi sveglio nella mia camera d’albergo, Lidia (mia moglie) dorme e certamente non si sveglierà prima delle 9, fuori il cielo è sereno e sta per sorgere il sole, sarà certamente una fantastica giornata.

Dopo 16 maratone il rito di preparazione è sempre lo stesso, bagno, cerotti, vaselina, vestizione, gel ed integratori, canotta sociale con pettorale, colazione e via verso la partenza.

Lungo l’Arno alle 8,00 incrocio altri runners diretti tutti verso il punto di rendez-vous. Sono sempre più convinto che sarà una fantastica giornata, le premesse ci sono davvero tutte.

Ore 9,00 dentro le griglie il tempo sembra non passare mai, ma dopo alcuni minuti di attesa ecco lo sparo, si parte.

Senza riscaldamento, i primi Km scorrono a fatica, come un vecchio diesel verso il 6° ritrovo il mio passo (quello di Lucca…), corro sereno e disteso lungo i bellissimi viali nella zona delle Cascine.

15° Km sono in perfetto timing sulla tabella di marcia... la fatica sembra un filo eccessiva… sarà per il leggero cambio di pendenza in uscita dalle Cascine.

18° Sul Lungarno intravvedo i TIR per il deposito borse, i tendoni, il ponte per arrivare al 21°…  ma come??? No!!! Non ci credo, sto soffrendo e ne mancano ancora tanti, troppi...

Dal 18° al 20° rallento vistosamente, perdendo oltre 1’ al km, stringo i denti...

21° Km non ne posso più, per la prima volta prendo la decisione tanto difficile per un maratoneta: mi  ritiro dalla Firenze Marathon 2012!!! Prendo le mie cose e torno verso l’albergo.

Passando per Santa Croce, con il magone dentro, guardo lo spettacolo dell’arrivo dei top runner. Altro che giornata fantastica…

 

24 Dicembre 2013 Domenica mattina ore 06.00 mi sveglio nella mia camera d’albergo, come un deja vu mi giro nel letto e al posto di Lidia c’è Antonello, per un attimo ho un sussulto!!! Poi  la ragione prende il sopravvento e il cervello torna alla realtà: OGGI DEVO CHIUDERE I CONTI CON QUESTA MARATONA!!!

Dopo un anno di dubbi, incertezze e tanti, ma tanti Km passati a correre, sono fortemente motivato a riprovarci. Questa volta al mio fianco ho la compagnia solida di tanti amici e compagni di squadra, oltretutto in Libertas si respira un aria spensierata e di puro sano divertimento, proprio quello che mi ci vuole.

Ore 8,50 foto di gruppo davanti al rinominato Albergo dei VIP, con l’ormai inseparabile bandiera Sarda.

Dopo la ressa per accedere alla nostra gabbia, mi ritrovo con Gianfranco e Riccardo, con i quali condividerò gran parte della gara.

Per arrivare al traguardo senza rischiare un'altro ritiro, il mio passo deve essere contenuto e garantista, così verso il 20° perdo sensibilmente il contatto con i due compagni.

21° con sollievo supero il punto più amaro, rimasto dentro di me per 364 giorni… da qui in poi torno finalmente a vivere la maratona, liberandomi di un peso veramente eccessivo. Corro in scioltezza e ogni tanto mi scappa pure un mezzo sorriso… la gioia di correre una 42km è finalmente tornata!!!

Dopo il tour intorno a Campo di Marte, finalmente si entra nella fase più bella e spettacolare della gara, quella del centro storico, dove piazze, monumenti e il tifo della gente, fanno la vera differenza (anche il pavè!).

A questo punto non ho più paura, l’energia è ancora tanta e gli integratori personali sono più che sufficienti, basta bere alle soste e ripartire senza problemi.

40° Km rivedo Gianfranco, è un po’ in difficoltà, gli propongo un arrivo in coppia… mano nella mano, ma il mio passo è leggermente più veloce del suo.

41° finalmente mi arriva quella sana, unica e splendida sensazione febbrile, i brividi mi salgono dalle gambe, sulla schiena, fino al collo, come d’incanto tutte le fatiche spariscono… inserisco il booster e letteralmente volo dentro Piazza Santa Croce per raccogliere il frutto e gli onori per tanta fatica durata 12 mesi.

Adesso posso finalmente chiamare Lidia per raccontargli questa fantastica giornata!!!

 

MARCELLO:

Ore 6.30. Suona la sveglia. Ha inizio una gran bella giornata, ne sono sicuro per il fatto stesso di essere qui.

Ore 7.15. Mia moglie, appena sveglia, mi manda SMS “Metticela tutta”, risposta “E’ l’unica cosa certa”

Il resto è una sequenza di gesti che, ormai, sono quasi routine.

Ore 9.00. Dopo molta fatica riesco ad entrare nella mia gabbia. Cerco un piccolo spazio in mezzo alla folla chiassosa e mi siedo per terra sul freddo asfalto. Mi estraneo da tutto, mi concentro e vado alla ricerca di lei…..la mia rabbia. La trovo laggiù in fondo, ben imbrigliata alla base della colonna vertebrale; là dove forte era il dolore. Vorrebbe liberarsi e tornare a colpire ma non sembra poterlo fare. “Cara mia” dico “hai tutta la mia comprensione, non si riesce mai a concludere una preparazione lineare, ma questo è il nostro destino. Oggi però dobbiamo fare squadra con un unico obiettivo. Arrivare!”

Lo speaker ci invita a prepararci, mi alzo. Si parte. Il mantra è uno solo “Vai piano e passo leggero, controlla il gesto”. La schiena non sembra voler mettersi di traverso

Al secondo km vengo “sverniciato” dal pacemaker delle 3.45, obiettivo tanto rincorso nei mesi scorsi, e che tornerò a rincorrere, ma non oggi; non mi scompongo.

Al terzo km circa mi raggiunge Alberto, scambiamo due parole e, poi, lo invito ad andare (anche se non aveva certo bisogno del mio sostegno).  Penso “Sei alla prima maratona: goditela tutta, buona fortuna”.

Al quarto km vengo “sverniciato” anche dal pacemaker delle 4.00 ore, resisto alla voglia di seguirlo.

Dal quinto km trovo un certo equilibrio, imposto un ritmo da 5.30 a km che mi sembra di poter gestire senza problemi.

All’ingresso del Parco delle Cascine incrocio il gruppo di testa che se ne sta uscendo “Eh ma che fretta sti qua!”, però che spettacolo vederli correre….ti comunicano un’idea di leggerezza come se nemmeno appoggiassero i piedi per terra.

Pian piano riaggancio il pacemaker delle 4.00 ore e mi “intruppo” anche se, tendenzialmente, non amo correre vicino ai pacemaker. Mi raggiunge Roberto mi chiama preoccupandosi che stia soffrendo il caldo ma gli dico di stare tranquillo. E’ tutto OK.

Corro in scioltezza con buona regolarità.

Verso il 20 km raggiungo Zeno: il passo è poco più lento del mio ma, onestamente, il volto esprime una fatica veramente grande.

Poco oltre la mezza mi raggiunge Luciano, mi fa i complimenti e mi incoraggia prima di proseguire con la sua andatura.

Continuo a tenere “a vista” il pacemaker delle 4.00 ore ma dal 23 km mi rendo conto che i palloncini diventano sempre più piccoli….sto rallentando però ancora corro abbastanza sciolto ma, verso il trentesimo cedo abbastanza di schianto. Con la maratona non si scherza…prima o poi avrei dovuto pagare il conto.

Si affacciano cattivi pensieri ma, ad un tratto, mi sembra di sentire il mio collega/amico Beppe (condannato a vivere con le stampelle ma persona di grande spessore tanto che è solito "prendersi in giro", e "farsi prendere in giro", anche per la situazione con cui convive) che mi dice “Barla, non fare il pirla, vorrei essere io ad essere qui con questi problemi” “Hai ragione Beppe, e pensare che ho rischiato di non venire, non posso mollare ora, anche perché siamo in un punto lontanissimo dal traguardo, faccio quasi più in fretta a finire”.

Ormai la scelta è obbligata: alternare la corsa al cammino. I chilometri sembrano sempre più lunghi, non passano mai, ma per fortuna si arriva in centro: due ali di folla incitano tutti quanti e la città si lascia ammirare per tutto il suo splendore artistico.

Verso il 39 km mi “svernicia” anche il pacemaker delle 4.15…..ragazzi che giornata, ci manca solo che mi “svernicia” anche il bambinetto lì di fianco con in mano il palloncino che gli ha comprato il papà

Finalmente l’ultimo chilometro: sbuco sul rettilineo dove ci sono i depositi borse, alcuni runner già arrivati fanno un tifo forsennato. Preso da un sussulto d’orgoglio prove a piazzare un allungo finale ma i polpacci mi fanno capire che non è proprio il caso: il fondo del barile è stato raschiato da un bel pezzo.

Ultimi metri (con un tifo veramente pazzesco) e poi, sulla destra, Santa Croce, il gonfiabile ed il tappeto che conduce all’arrivo. Ultimi passi ed è fatta. E’ FATTA! Quasi non me ne rendo conto. Seguo il flusso di atleti: infilo la medaglia, guadagno al più presto l’uscita, recupero la borsa e, nuovamente, mi siedo per terra nel silenzio più assoluto a godermi questo momento. Grande città, grande percorso, grande pubblico, grande squadra (ognuno fa la sua gara ma è sempre bello trovare un compagno pronto anche solo a sorriderti) e grande gara, non certo per il tempo (real time 4.17.11) ma per la caparbietà con cui ho inseguito l’obiettivo e chissà che un giorno riesca a preparami bene (difficile!) e……ma questa è un’altra storia.

P.S. La schiena? E chi se la ricorda. Ci penserò domani!

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