3 Campanili Vestone – Domenica 04 Luglio 2016 – ore 09:30 – “Per chi suona la campana…”

Oggi 4 luglio mi ritengo “reduce di guerra” dalla famosissima e temutissima 21km di montagna “3 Campanili di Vestone” quindi mi è stato assegnato il compito di trasmettere a tutti un po’ del sapore della terra mista sassi, misto radici, dei boschi di Vestone…
Solito ritrovo a Campari con partenza alle 7 per Vestone. Durante il viaggio c’è chi si lamenta (poi andrà a premi) , c’è chi si studia i bigliettini del percorso (poi capirò il perchè), c’è già chi pensa alla successiva corsa in salita e poi ci sono io che penso “speriamo che me la cavo”.
 
Foto di rito prima della partenza della gara e via! Decido di tallonare Luciano in formissima e di farmi trascinare dal suo passo sciolto e “giovanile” e fino al 7°km rimaniamo insieme. Il percorso è sempre in salita ma la pendenza mai proibitiva per gestire una corsa sciolta ed agile. 
Poi inizia la “vera” parte in salita e dal 7°km fino all’11°km è un susseguirsi di camminata/corsa in condizioni di caldo/umido. 
Il tifo delle persone dei paesini che attraversiamo è sempre caloroso e non manca chi ci rinfresca con la canna dell’acqua (freddissima!).
Il gruppo si è ormai diviso ed ognuno cerca di mettere il suo massimo impegno per vincere salite, discese e caldo.
Passato l’11°km e fino al 15°km è un susseguirsi di salite/discese su terreno misto: mi godo il paesaggio serenamente senza pormi problemi di cronometro. Bellissima la parte nella pineta e probabilmente il punto più fresco del percorso!
Arrivati al 15°km circa inizia la parte in discesa più dura e qui mi impongo massima concentrazione: il terreno sconnesso non perdona….
Infatti (nota dolente) al 20°km, circa 150m avanti a me, cade un ragazzo e probabilmente il pensiero che si fosse fatto male o di potergli andare addosso mi distrae quel che basta per inciampare a mia volta. Così perdo l’equilibrio, cerco di riprenderlo ma il terreno sconnesso non mi aiuta ed in stile moviola chiudo il volo atterrando “ad orso” sul terreno misto sassi e radici. Mi innervosisco (eravamo a 600m dal traguardo) quel che basta per trovare la forza di passare sotto la canna dell’acqua di un gentilissimo signore del paese, lavarmi e farmi svegliare dall’effetto freddo. Quindi riparto a missile per chiudere la gara.
Incrocio Gio che mi stava pure rimproverando per la doccia (naturalmente non sapeva della caduta) e che poi ringrazio per aver subito segnalato agli infermieri della croce rossa che c’era  una persona da medicare.
 
Il dopo corsa è sempre un momento di condivisione con il gruppo ed è ancora più bello quando lo si fà seduti a tavola tutti insieme.
Con tutti i ragazzi si ride e si scherza “esorcizzando” le difficoltà trovate e “gustando” le emozioni provate: questo è lo spirito dei runners libertas!
Confesso di non aver guardato il cronometro se non stamattina dopo che Luciano ha incollato le classifiche e tempi e rimango soddisfatta della mia prestazione ma ancora di più della bella domenica di corsa insieme a questo gruppo!
 
ps. Io la medaglia 3 campanili ce l’ho “tatuata” addosso!
Buone corse a tutti!
Roberta

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Nonostante con Ricky e Fabio abbiamo organizzato una partecipazione mordi e fuggi, sono contento di essere qui alla mia prima con il gruppo quest’anno…rivedo facce conosciute e ne vedo di nuove ma il tempo a disposizione è poco e siamo presto in gara che già fa caldo. Primi 6k corribili…procedo con passo regolare raggiungendo e superando il pacemaker delle 2.15 (almeno così credevo). Uscendo da Forno d’Oro si va verso un ponticello…noto che tutti lo passano e rallentano guardando  a sinistra vs l’alto e poi capisco….finisce la parte corribile ed inizia un bel sentiero ripido…riesco a camminare a buon ritmo recuperando diverse posizioni. La salita è lunga con tratti su sentiero ed altri su asfalto..il caldo rende tutto più complicato (non perdo occasione per bere e bagnarmi) e piano piano comincio a vedere i palloncini dei pacemaker davanti. Lento ma costante l’avvicinamento che si conclude a S. Rocco con mia grande sorpresa….sui palloncini hanno scritto 2.20 mentre io ero convinto fossero quelli delle due ore, avendo passato da tempo quello con 2.15. Inizia un tratto di discesa abbastanza impegnativo che affronto di slancio, passando i pacemaker ed il relativo gruppo, in attesa dell’ultima salita che scelgo di non correre in attesa del lungo discesone finale che arriva a breve….chilometro 14 circa….qui inizia la mia sofferenza. Già la discesa non è il mi forte e, poi, porto ancora i postumi del Passatore, per cui ho verificato in allenamento che, oltre l’ora di corsa, subentra uno stato di generale affaticamento. E’ il momento in cui questi due elementi si sommano, in più anche il percorso, a tratti, non aiuta con sentieri ripidi. Appena inizia la discesa vengo recuperato dal pacemaker delle 2.20…gestisco in qualche modo la situazione e procedo con fatica. A 5k dall’arrivo mi passa a tutta il famoso pacemaker delle 2.15, lo guardo mentre, solitario, corre a tutta velocità e penso “Che cacchio corri, sei rimasto da solo, spero che nessuno abbia fatto affidamento su di te, ben che vada raggiungi quelli delle 2.20, certo è difficile fare il pacemaker su percorsi non piatti ma tu hai cannato alla grande!” A 1,5k inciampo, perdo l’equilibrio, apro al massimo la falcata per non cadere, faccio 2/3 passi e pago con crampi…ci mancavano. Breve sosta di allungamento e riparto…incrocio prima Giò e, poi, Salva, che fanno una gran tifo. Soffro maledettamente quell’avanti e indietro finale in centro paese ma alla fine giunge il sospirato traguardo. Il tempo, 2.20.40, mi soddisfa…ho dato quello che potevo dare. Gran bella gara con percorso misto e scorci suggestivi; zona a me sconosciuta che ho scoperto con piacere.

Il Barla

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Da segnalare il piazzamento a podio di Stefania F. (3° di Categoria) e di Daniele P. (4° di Categoria) nella 44^ CIAMPTADA AULLESE  ( CLASSIFICA CIAMPTADA ), nell’insolita distanza di 12,2 Km (ndr).

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